
il viaggio sensoriale di Andrea Brunello al Metropole di Venezia
Andrea Brunello – L’eleganza veneziana dietro il bancone dell’Oriental Bar
Venezia è una città che ha sempre saputo dialogare con il mondo. Dai mercanti che percorrevano la via della seta ai viaggiatori in cerca di suggestioni esotiche, la Serenissima ha costruito la sua identità su scambi, contaminazioni e incontri. Non sorprende quindi che un bartender veneziano come Andrea Brunello porti dentro di sé questa stessa capacità di unire culture e trasformarle in esperienze.

Oggi, come Head Bartender dell’Oriental Bar dell’Hotel Metropole, Brunello incarna una mixology che non si limita a seguire tendenze, ma le interpreta con una chiave personale. La sua formazione da sommelier certificato AIS gli conferisce un bagaglio sensoriale unico, che applica con precisione millimetrica anche al mondo dei cocktail. Ogni sua creazione nasce da un equilibrio studiato tra eleganza, tecnica e narrativa.
Un bar che è un viaggio
L’Oriental Bar non è un semplice cocktail bar: è uno spazio che racconta Venezia stessa. Con i suoi arredi preziosi e l’atmosfera che rimanda a un Oriente immaginato e sognato, il locale diventa il palcoscenico perfetto per la filosofia di Brunello. Dietro il bancone, l’esperienza diventa rituale: lo sguardo, il ritmo dei gesti, il silenzio tra una parola e l’altra fanno parte del linguaggio tanto quanto gli ingredienti.

Oro d’Oriente – Un racconto liquido
Tra le sue creazioni spicca “Oro d’Oriente”, cocktail manifesto della sua visione. Questo cocktail é stato creato per la “Venice cocktail week” e sarà proposto esclusivamente durante i giorni della manifestazione. Non è solo un drink, ma una narrazione in forma liquida: il gin N°3 un London Dry fresco e dissetante. Un equilibrio di spezie che rievoca i mercati d’Oriente. Ogni sorso è un ponte tra mondi lontani che si incontrano a Venezia, la città che storicamente li ha fatti dialogare.
Il risultato è un cocktail che non si limita a sorprendere il palato, ma evoca immagini, storie e atmosfere. Un invito a rallentare e lasciarsi guidare da un percorso sensoriale che va oltre il semplice bere.

La filosofia dietro il bancone
Per Andrea Brunello, il bartender non è solo un tecnico o un intrattenitore, ma un custode di emozioni. “Un cocktail ben fatto deve emozionare come un’opera d’arte”, ama dire. E nel suo lavoro emerge proprio questa volontà di creare esperienze che restino nella memoria del cliente: non solo il gusto di un drink, ma l’eleganza di un momento.
Il futuro della mixology, per Brunello, non è fatto solo di nuove tendenze o ingredienti esotici, ma di storie autentiche raccontate attraverso il calice. Oro d’Oriente ne è la prova concreta: un cocktail che ha la forza di diventare un simbolo, non perché segue una moda, ma perché rappresenta una visione.
Alla base c’è la Vodka @Altamura, limpida e strutturata, distillata da grano duro pugliese. Si intreccia il fine e secco @GinN°3 infuso con Oriental Blend, una miscela esclusiva di botaniche orientali. Il cuore aromatico si costruisce con un cordiale al tè nero affumicato (Lapsang Souchong) e zenzero fresco, insieme al honeymix: una base tecnica calibrata per dare rotondità, equilibrio e trasparenza. Il servizio è parte integrante del rito: in una coppa da champagne ghiacciata, un cubo singolo di ghiaccio sormontato da foglia d’oro alimentare galleggia al centro. Nel momento in cui il drink viene versato, l’oro si scioglie lentamente creando bagliori cangianti come un sole nella laguna.
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