il fascino di James Bond incontra Ravello
La magia di un luogo sospeso nel tempo

Ci sono scenari che non hanno bisogno di essere raccontati, perché basta viverli per comprenderne la grandezza. Il Belmond Caruso di Ravello, con i suoi giardini sospesi tra cielo e mare, è uno di questi. In una sera d’estate, lo scorso 28 giugno, questo angolo di paradiso è diventato il palcoscenico di una guest bartending capace di intrecciare mondi diversi: la tradizione dell’ospitalità italiana, il linguaggio universale del cinema e l’arte della mixology.
Un brindisi che nasce dal cinema
Il protagonista della serata è stato Los Muertos, un cocktail che prende vita da un’immagine cinematografica entrata nella memoria collettiva: l’apertura di Spectre (2015). In quella sequenza, James Bond — nella versione intensa e carismatica di Daniel Craig — si muove tra le strade affollate di Città del Messico durante il Día de los Muertos. Maschere, colori, ombre e mistero: tutto è eccesso e seduzione, proprio come il mondo del Martini agitato, mai mescolato, che 007 ha reso immortale.
Tradurre quell’atmosfera in un bicchiere è stata la sfida. Los Muertos non è solo un drink, ma una narrazione liquida: un sorso che porta con sé la profondità delle tradizioni messicane, l’eleganza della cultura italiana e un tocco di passione universale.
La ricetta di un equilibrio seducente
- 50 ml Tequila Reposado
- 10 ml succo di lime fresco
- 10 ml sciroppo di zucchero
- 30 ml Italicus Rosolio di Bergamotto
- 4 lamponi freschi
Shakerare con ghiaccio, double strain in coppetta e guarnire con lamponi freschi e scorza di limone.
Il risultato è un cocktail dal carattere duplice: da un lato l’agave della tequila, calda e profonda, dall’altro la freschezza agrumata e floreale dell’Italicus. Il lime e lo zucchero giocano sull’equilibrio dolce-acido, mentre i lamponi aggiungono il colore e l’intensità di un sentimento che non si può nascondere. È un sorso che seduce e sorprende, come un colpo di scena sul grande schermo.
Ravello, Bond e l’arte del dettaglio
Servire Los Muertos al Belmond Caruso non era solo un esercizio di tecnica, ma un incontro di mondi. Da una parte la Costiera Amalfitana, con la sua estetica di bellezza naturale e raffinata; dall’altra l’universo senza tempo di James Bond, costruito da dettagli, stile e quel confine sottile tra lusso e pericolo.

Gli ospiti, avvolti dal blu del mare e dai colori del tramonto, hanno potuto vivere un’esperienza che andava oltre il cocktail: era la sensazione di trovarsi per un attimo dentro un film, con la stessa allure che ha reso 007 un’icona di eleganza maschile e femminile.
Oltre il drink: un invito a vivere la scena
Los Muertos non è nato per essere solo gustato, ma per essere vissuto. È un brindisi che parla di viaggi e contaminazioni, di incontri che cambiano prospettiva. È un invito a scoprire il lato più audace della mixology: quello che osa, che si ispira al cinema, che trasforma una terrazza affacciata sulla Costiera in un set perfetto per una scena memorabile.
In fondo, ogni cocktail racconta una storia. Los Muertos ne custodisce più di una: il fascino immortale di Bond, la potenza evocativa del cinema, la bellezza senza tempo di Ravello. E un messaggio sottile: anche nella vita reale, ognuno di noi può concedersi un brindisi pericolosamente seducente.
Non ringrazierò mai abbastanza per l’accoglienza lo staff dell’hotel, a cominciare da Ilario Bonzani, f&b e cuore pulsante della ristorazione dell’hotel, Iolanda Mansi, che dirige con grande capacità e maestria e non per ultimo Tommaso Mansi, mitico bar manager e le sue splendide creazioni