Lady Drink 2026

lady drink 2026

trent’anni di bancone
e il trionfo dello zero alcol

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Lady Drink 2026: trent’anni di bancone
e il trionfo dello zero alcol

All’Excelsior Palace di Rapallo la 30ª edizione della competizione ideata da Danilo Bellucci consacra quattro barlady italiane — e lancia ufficialmente la categoria analcolica. Un segnale forte per tutto il settore.

Il 30 marzo 2026 l’Excelsior Palace Hotel di Rapallo ha ospitato la trentesima edizione di Lady Drink, la competizione di miscelazione dedicata alle donne bartender ideata da Danilo Bellucci. Trent’anni fa era, per stessa ammissione del suo fondatore, «una scommessa visionaria». Oggi è uno dei più longevi e riconoscibili appuntamenti del bartending italiano — e l’edizione 2026 ha segnato un punto di svolta con l’introduzione ufficiale della categoria Zero Alcol.

Ho partecipato di persona alla giornata. Quello che ho visto conferma una cosa che il bancone mi dice da tempo: la miscelazione analcolica non è più un’alternativa per chi «non beve». È diventata una disciplina a sé, capace di esprimere la stessa profondità tecnica e narrativa di qualsiasi altro cocktail. Lady Drink 2026 lo ha reso ufficiale.

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Trent’anni di Lady Drink: da scommessa a istituzione

La prima edizione di Lady Drink risale al 1996 a Perugia. Bellucci aveva intuito qualcosa che il settore faticava ancora ad ammettere: la componente femminile nel bartending non era una curiosità, era una forza. In trent’anni di edizioni, il concorso ha attraversato l’intera trasformazione del mestiere — dall’era dei cocktail classici alla rivoluzione della miscelazione contemporanea, fino alla stagione attuale del mindful drinking.

«La donna nel bar è una meraviglia in tutti i sensi: porta sensibilità, armonia e una capacità unica di far vivere anche il prodotto.» — Danilo Bellucci, ideatore di Lady Drink
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Le vincitrici del 2026: quattro barlady, quattro regioni

L’edizione 2026 ha premiato quattro bartender in altrettante categorie. Una selezione che copre geograficamente l’Italia — dal Piemonte alla Sicilia, passando per Abruzzo e Veneto — e che racconta quanto il bartending femminile sia distribuito e radicato sul territorio.

Zero Alcol — new entry 2026
Alessia Mittone
Flora 1925 · Torino
Long Drink
Valentina Sala
Bar Pasticceria D’Angelo · Sambuceto (Ch)
Pre Dinner
Tiziana Sata
T@g · Marsala (Tp)
After Dinner
Chiara Perini
Ventinove · Padova
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Taxi Driver: la ricetta che ha convinto la giuria

Il drink che ha vinto la categoria Zero Alcol ha un nome cinematografico — Taxi Driver — e una storia umana alle spalle. Alessia Mittone, classe 1997, responsabile del Flora 1925 di Torino, lo ha creato per Valentina, la titolare di un locale di Alassio dove ha lavorato, a cui fu ritirata la patente: una persona abituata a bere — Whiskey Sour, Margarita, Martini — che si trovò improvvisamente a dover smettere, senza però voler rinunciare al rito del cocktail.

Il riferimento al film di Scorsese è voluto: De Niro come Travis Bickle, reduce da un mondo incomprensibile, che si ritrova a navigare una realtà nuova. Esattamente come Valentina, arrivata in Liguria da Cortina quasi per caso, che apre un cocktail bar a 45 anni partendo da zero. Una storia nel bicchiere.

Taxi Driver
Zero Alcol · Mixing Glass · Coppetta · Alessia Mittone — Lady Drink 2026
  • 6 cl Botanico 00 (Tassoni — alternativa analcolica al gin)
  • 2 cl Bitter Sober
  • 4 cl Cordiale artigianale arancia / finocchietto / cardamomo verde
Preparare nel mixing glass con ghiaccio, stir, filtrare in coppetta. Niente garnish indicato — il drink si regge da solo.

Ciò che colpisce non è solo la costruzione tecnica — amaro, botanico, cordiale artigianale, tutto pensato per complessità e non per sottrazione — ma la motivazione dietro. Mittone non ha scelto la categoria Zero Alcol per differenziarsi. L’ha scelta perché aveva già quella risposta nel suo repertorio, costruita per necessità reale.

«Bere un cocktail è anche questione di gestualità, a prescindere dal contenuto. Taxi Driver è un drink equilibrato che berrei anche senza una scusa.» — Alessia Mittone, vincitrice Lady Drink 2026 Zero Alcol
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Zero alcol: non una categoria aggiuntiva, una svolta culturale

L’introduzione della categoria Zero Alcol al trentennale di Lady Drink non è una concessione alle mode. È il riconoscimento formale di un cambiamento già in atto. I dati parlano chiaro: il segmento no alcohol ha superato i 13 miliardi di dollari a livello globale nel 2025, con proiezioni di raddoppio entro il 2030. In Italia la crescita è più contenuta, ma nei bar di fascia alta si registra un aumento medio del 40% negli ordini di cocktail a bassa o nulla gradazione.

Ho approfondito questo mercato nell’articolo Low & No Alcohol: opportunità concreta per il bartender . Il punto centrale rimane lo stesso: la miscelazione analcolica smette di essere interessante nel momento in cui viene progettata per sottrazione. Il cocktail zero alcol funziona quando è costruito dal basso — acidi, amaro, dolce, texture — esattamente come Alessia Mittone ha fatto con il Taxi Driver.

Nota tecnica: il Botanico 00 di Tassoni è una alternativa analcolica al gin prodotto da un’azienda italiana storica. Combinato con un bitter analcolico come Sober e un cordiale artigianale, il drink mantiene la struttura a tre componenti tipica dei cocktail stirred classici — senza che l’assenza di alcol si percepisca come mancanza.
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Danilo Bellucci: la visione a lungo termine

Dopo trent’anni, Danilo Bellucci rimane la bussola di Lady Drink. La sua lettura del settore è netta: il cambiamento c’è stato, ma non è stato rapido. «In trent’anni ho visto una trasformazione importante» — una frase che vale molto di più di qualsiasi dichiarazione entusiasta sul momento. Chi lavora nel bartending da abbastanza tempo sa che le vere trasformazioni si misurano in decenni, non in stagioni.

Sulla comunicazione nel mondo degli spirits, Bellucci ha una posizione che condivido pienamente: troppo fredda, troppo legata ai numeri. «Non puoi pretendere di vendere senza investire in relazione ed esperienza.» È esattamente la differenza tra un brand che sopravvive nelle classifiche e uno che costruisce una comunità.

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Cosa insegna Lady Drink 2026 al bartender professionista

Lady Drink non è solo un concorso. È un termometro del settore. E l’edizione 2026 dice alcune cose molto precise a chi lavora dietro al bancone.

1. Il cocktail analcolico è tecnica, non compromesso. Se ancora nel tuo bar i mocktail sono un ripensamento dell’ultimo minuto, sei in ritardo. Il mercato non aspetta. Progettare un drink zero alcol con la stessa cura riservata a un Martini non è generosità verso il cliente astemio — è qualità professionale.

2. La narrativa conta quanto la ricetta. Taxi Driver vince non solo perché è ben costruito, ma perché racconta una storia vera, specifica, umana. I cocktail che si ricordano hanno sempre un perché dietro — prima che un come.

3. Le competizioni servono, anche quando mettono ansia. Alessia Mittone ammette di non essere particolarmente competitiva. Eppure è la seconda competizione a cui partecipa e ha vinto entrambe le volte. Il punto non è amare le gare: è avere qualcosa di concreto da portare al bancone della giuria.

Puoi consultare le date dei principali eventi professionali italiani e internazionali nel calendario eventi bartending 2026 — aggiornato con tutte le fiere e le competizioni confermate.

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