Charles
Edwards.
Un cocktail d’archivio che ragionava già in termini di posizionamento sensoriale prima ancora che la moda lo richiedesse.
Nel percorso di un bartender, alcuni drink sono tappe; altri sono punti di svolta. Il Charles Edwards non è solo un cocktail d’archivio: è il momento esatto in cui la mia miscelazione ha smesso di essere solo istinto per diventare narrazione consapevole.
Nato oltre vent’anni fa, questo drink rappresenta una delle mie prime espressioni di stile. Un’epoca in cui il termine “concept” non era ancora abusato, ma l’esigenza di dare un’anima al bicchiere era già, per me, imprescindibile.
La Struttura: l’Essenza del Build
Il Charles Edwards rifugge i virtuosismi fini a se stessi. È un esercizio di equilibrio millimetrico basato su una geometria essenziale. Non ci sono scorciatoie: il Gin apporta la struttura secca, il Drambuie regala profondità tra miele e botaniche scozzesi, mentre la crema di menta bianca sigilla il sorso con una freschezza chirurgica.
Ingredienti
- 3 cl Gin Tanqueray
- 3 cl Drambuie
- 3 cl Crema di Menta Bianca
Preparazione
- Tecnica: Build
- Bicchiere: Old Fashioned, ghiaccio a colmare
- Garnish: Rametto di menta e scorza di limone
Il Nome e il Mito: Storytelling Liquido
Il riferimento non è casuale. Charles Edward Stuart — il “Bonnie Prince Charlie” — è una figura che incarna il romanticismo tragico della storia scozzese. Un leader carismatico ed elegante, ma destinato a una sconfitta gloriosa.
Utilizzare il Drambuie significa attingere direttamente a quella leggenda. Non è solo un ingrediente: è un asset narrativo. Il liquore scozzese trasforma il drink in un “cocktail culturale”, un ponte tra il bicchiere e la storia di un uomo che, proprio come certi classici dimenticati, non ha mai cercato il consenso delle masse, ma parla solo a chi sa ascoltare.
Chi era Bonnie Prince Charlie
Charles Edward Stuart (1720–1788) fu il pretendente giacobita al trono britannico. Guidò l’ultima grande rivolta scozzese contro la Corona inglese — la sollevazione del ’45 — con carisma e audacia straordinari. Sconfitto a Culloden nel 1746, fuggì in Francia dopo mesi di latitanza nelle Highlands. Il Drambuie, secondo la leggenda, è la ricetta di liquore che egli stesso donò al clan MacKinnon in segno di gratitudine per averlo protetto nella fuga.
Il Cocktail come Gesto Sartoriale
Ho inserito il Charles Edwards nel mio libro Il cocktail ben vestito perché è l’emblema della mia filosofia: il drink come abito su misura.
Un cocktail deve calzare al contesto, al tempo e alla persona che lo indossa. Non seguiamo mode passeggere, ma linee pulite e riferimenti chiari.
— Luca Coslovich, Il cocktail ben vestitoRileggerlo oggi significa riscoprire un metodo. Non è solo esecuzione tecnica: è progettazione. Costruire un’anima attorno a un liquido, dando una forma coerente a un’intuizione. È quello che separa un drink da un cocktail, e un cocktail da una firma.
Il Charles Edwards resta lì, immobile nel suo Old Fashioned, come Bonnie Prince Charlie nella storia: forse fuori dal tempo, ma decisamente mai fuori luogo.
Gin Tanqueray, Drambuie e crema di menta bianca: tre parti uguali, un equilibrio perfetto. Il Charles Edwards è un cocktail d’archivio che porta nel bicchiere il romanticismo tragico di Bonnie Prince Charlie — e dimostra che il grande drink nasce sempre da una storia, non da una moda.

Il cocktail ben vestito. Ediz. a colori Copertina rigida – Illustrato, 31 ottobre 2008
di Luca Coslovich (Autore), Janez Puksic (Fotografo)