Amaro Mentha, Fieramosca & Anna Carla: i Liquori di Monica Buzio

Amaro Mentha, Fieramosca & Anna Carla: i Liquori di Monica Buzio

Tendenze · Liquoristica Italiana

Amaro Mentha, Fieramosca e Anna Carla: i Liquori Artigianali di Monica Buzio Tornati dalla Torino del 1911

Un quadernetto dimenticato, 110 ricette segrete e una donna che ha trasformato la memoria di famiglia in tre bottiglie straordinarie

The Cybartender  ·  Tendenze  ·  Lettura: 7 min

Ci sono storie nella liquoristica italiana che sembrano scritte per essere raccontate. La storia di Monica Buzio e dei suoi liquori artigianali Torino è una di queste: precisa, commovente, con il peso specifico di quelle imprese che nascono non da un piano di business ma da una scoperta — il ritrovamento di due taccuini in un cassetto, datati 1911, pieni di calligrafia meticolosa e di segreti che aspettavano solo di essere rimessi in bottiglia.

Amaro Mentha, Fieramosca e Anna Carla sono i tre prodotti nati da quel lascito. Tre liquori di carattere, tre porte su una Torino che non esiste più ma che in queste bottiglie trova una voce concreta, aromatica, servibile. Per il bartender che vuole lavorare con qualcosa di autentico — con una storia vera dietro al label — questa è una storia che vale la pena conoscere bene.

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La storia: Luigi Fassio e il quadernetto del 1911

Luigi Fassio (1884–1972) era un liquorista e gestore di caffè storici nel cuore di Torino. Dal 1905 al 1957 aprì e gestì almeno tre locali nel capoluogo piemontese — tra cui il leggendario Bar Carlo Felice in piazza Carlo Felice, dove la clientela spaziava dai viaggiatori di passaggio agli ufficiali che sostassero a giocare a biliardo fino a tarda notte. Fassio aveva conseguito il diploma di liquorista e in ogni locale aveva a disposizione una distilleria personale, dove creava i propri preparati.

Ogni pensiero, ogni formula, ogni variante era annotata con cura millimetrica in due taccuini. La data impressa sulle copertine è il 1911. Il contenuto: oltre 110 ricette di liquori, vermouth, amari ed elisir, redatte con quella calligrafia ornata che oggi fatica persino a decifrarsi — ma che una volta capita vale oro.

«Luigi Fassio fu un precursore, un pioniere dei suoi tempi. Capace, caparbio e determinato. Quei quadernetti non potevano rimanere soltanto un ricordo.»

— Monica Buzio

La storia ha una svolta nel 2018, quando Monica Buzio — bisnipote di Luigi, traduttrice di professione, priva di qualsiasi esperienza pregressa nel mondo degli spirits — ritrova i famosi quadernetti nella casa dei genitori. Li sfoglia, li porta a degli esperti torinesi del settore, e capisce quasi subito di avere tra le mani qualcosa che non può restare tra le pagine.

Grazie alla consulenza di Fulvio Piccinino — uno dei massimi esperti di vermouth e liquoristica storica italiana — Monica viene indirizzata verso l’Opificio Il Reale di Chieri per le prime produzioni, e successivamente verso la Distilleria Quaglia di Castelnuovo Don Bosco, uno dei punti di riferimento della liquoristica artigianale piemontese, per la produzione corrente. Nel 2019 escono le prime bottiglie. La storia di Luigi Fassio torna in vita.

Nota per il bar manager: tutti i prodotti della linea Fassio sono distribuiti direttamente da Monica Buzio, senza intermediari. Ogni inserimento a menu passa da un assaggio diretto con lei — un approccio radicalmente artigianale che garantisce una selezione qualitativa e una storia da raccontare che si regge in piedi da sola.

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Amaro Mentha: il capostipite

L’Amaro Mentha 1911 è il primo prodotto ad uscire dalla riscoperta del quadernetto, e rimane il più documentato e conosciuto della linea. La ricetta originale è stata rivisitata in chiave moderna, mantenendo però il cuore botanico che Fassio aveva pensato per la clientela torinese di inizio Novecento: aloe vera come base amaricante — all’epoca molti liquori avevano una funzione quasi medicinale — ingentilita dalla menta piperita come nota direttrice e affiancata da un bouquet di erbe aromatiche che ne modellano la profondità.

Il nome «Mentha» non descrive un liquore alla menta nel senso convenzionale del termine: è più una promessa di freschezza, di quel risciacquo pulito e aromatico che distingue i grandi amari italiani dal semplice digestivo dolciastro. Il colore verde brillante, l’etichetta con il profilo stilizzato del bisnonno (pipa e cappello a cilindro) e la bottiglia slanciata comunicano già tutto: questo è un prodotto con una grammatica estetica precisa.

Amaro Mentha 1911
Amaro — Linea Luigi Fassio
  • Botaniche Aloe vera, menta piperita, erbe aromatiche (ricetta riservata)
  • Produzione Distilleria Quaglia, Castelnuovo Don Bosco (To)
  • Presenze Ristorante del Cambio (To), Madama Piola, locali stellati in Liguria e Piemonte
  • Distribuzione Diretta (Monica Buzio)

L’Amaro Mentha è citato nel Grande Libro dell’Amaro Italiano di Matteo Zed, uno dei censimenti più autorevoli della liquoristica peninsulare. In pochi anni è uscito dai confini regionali, arrivando in locali di Bologna, Roma, Imperia e in diversi indirizzi di qualità nel Nord Italia. Non male per una produzione che Monica gestisce personalmente, presentandosi di locale in locale con la bottiglia sotto il braccio.

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Fieramosca: il carattere della Belle Époque

«Nasco nella Torino della Belle Époque come aperitivo, servito con ghiaccio nei bicchierini da vermouth o come ingrediente dei raffinati cocktail dell’epoca.» Così Monica Buzio presenta Fieramosca — e già in queste poche righe c’è tutto il posizionamento: un prodotto con una storia d’uso precisa, nata non come digestivo ma come aperitivo di conversazione, il compagno degli incontri torinesi tra Otto e Novecento.

Il profilo botanico è il più complesso della linea: arancio dolce, limone, finocchio, camomilla, anice stellato, ginepro, menta, noce moscata e bergamotto. Un assemblaggio che riflette la logica dei grandi amari-aperitivi piemontesi — struttura aromatica ampia, punto di bilanciamento tra dolcezza e amaro, finale fresco che invita al sorso successivo. Le note di ginepro e bergamotto lo avvicinano idealmente al mondo dei gin e dei vermouth, due categorie con cui dialoga naturalmente al banco.

Fieramosca
Aperitivo / Amaro — Linea Luigi Fassio · Torino Belle Époque
  • Botaniche Arancio dolce, limone, finocchio, camomilla, anice stellato, ginepro, menta, noce moscata, bergamotto
  • Origini Aperitivo storico torinese, ricetta quadernetto 1911
  • Servizio classico Su ghiaccio, bicchierino da vermouth · Alta Langa spritz · con seltz a pasto
  • Produzione Distilleria Quaglia, Castelnuovo Don Bosco (To)
  • Distribuzione Diretta (Monica Buzio)

La scheda prodotto ufficiale suggerisce tre servizi: con un buon Alta Langa diventa un raffinato spritz; con ghiaccio e seltz accompagna lo stomaco al pasto; e poi c’è l’utilizzo in miscelazione, dove il suo bouquet speziato e aromatico apre possibilità inaspettate — soprattutto in drink stirred di carattere o nei twist sui classici aperitivi italiani.

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Anna Carla: l’eleganza torinese in bottiglia

Il terzo prodotto porta il nome di una donna, e la descrizione ufficiale è già un piccolo manifesto poetico: «È succosa e dolce come una ciliegia matura. È aromatica e pungente come i suoi agrumi. È avvolgente e sensuale come le sue spezie. È Anna Carla, è la maestria di un produttore di qualità eccellente.» Difficile trovare una scheda tecnica più efficace nel settore.

Anna Carla si muove in una fascia aromatica completamente diversa rispetto agli altri due prodotti della linea. Niente struttura amaricante di radice, niente erbe balsamiche: qui ci sono arancio dolce, cannella, chiodi di garofano, ciliegia e limone. Un profilo gourmand, caldo, speziato-fruttato — che evoca la tradizione dei rosolio piemontesi storici e dei liquori da dessert che nelle case torinesi di inizio Novecento erano il benvenuto riservato agli ospiti di riguardo.

Anna Carla
Liquore — Linea Luigi Fassio · Tradizione Rosolio Piemontese
  • Botaniche Arancio dolce, cannella, chiodi di garofano, ciliegia, limone
  • Carattere Succosa, dolce, speziata · note di ciliegia matura e agrumi caldi
  • Vocazione Aperitivo insolito · fine pasto · miscelazione dessert-style
  • Produzione Distilleria Quaglia, Castelnuovo Don Bosco (To)
  • Distribuzione Diretta (Monica Buzio)

Anna Carla è il prodotto della linea con il maggiore potenziale di crossover: raggiunge facilmente chi non frequenta abitualmente il mondo degli amari e chi cerca qualcosa di insolito da proporre in momenti inediti. Fredda, su ghiaccio, con un twist di limone è un aperitivo memorabile. In miscelazione, le note di ciliegia e spezie calde la rendono un ingrediente naturale per cocktail che giochino su profondità fruttata — pensate a un twist sull’Espresso Martini dove Anna Carla sostituisce il liquore al caffè, portando un registro speziato-fruttato inaspettato e tutta la storia di Torino in un bicchiere.

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Come usarli al banco: tre prodotti, tre stili di servizio

La linea Fassio offre al bartender una flessibilità insolita per una produzione così piccola. Ciascun prodotto ha una sua vocazione di servizio, e la loro origine comune — lo stesso quadernetto, la stessa filosofia di Luigi Fassio — li rende complementari in una stessa drink list.

Amaro Mentha — la versione estiva

Monica Buzio suggerisce tre modalità d’uso: come aperitivo con bitter rosso, ghiaccio, soda e fetta d’arancio; in versione invernale calda con acqua scaldata in pentolino; o come spritz con prosecco e acqua tonica. Al banco, la sua freschezza balsamica lo rende ideale come alternativa al fernet nelle combinazioni con ginger ale o come base per long drink estivi con agrumi e sale.

Fieramosca — l’aperitivo con la memoria

Nasce come aperitivo, e come aperitivo va prima di tutto valorizzato: su ghiaccio in un bicchierino da vermouth, con seltz, o in uno spritz con Alta Langa — un abbinamento d’autore che porta entrambe le eccellenze piemontesi in un unico servizio. Al banco si presta a cocktail stirred di struttura: la complessità botanica (bergamotto, ginepro, anice stellato) lo rende un interlocutore naturale per whisky maltati, bitter arancio e vermouth secchi.

Anna Carla — l’inaspettato

È il prodotto con il maggiore margine di sorpresa. Fredda, in un piccolo calice da aperitivo con un twist di limone, diventa un benvenuto memorabile. In miscelazione, la ciliegia e le spezie calde la collocano nella zona dei liquori da dessert cocktail — ma con una profondità storica che la frutta industriale non può avere. Provate a costruirci un Sour con aquafaba e scorza di arancio espressa: la struttura c’è tutta.

Per la drink list: una sezione «Torino 1911» con i tre prodotti di Monica Buzio — serviti in degustazione comparata a 3 cl ciascuno — è un modo elegante per creare un’esperienza educativa e narrativa senza uscire dalla logica del servizio. Il racconto del quadernetto ritrovato si vende da solo.
Monica Buzio, amaro mentha

Le ricette: tre servizi per il banco

Fassio Spritz
Calice da vino · Ghiaccio a blocco
  • 4,5 cl Amaro Mentha 1911
  • 6 cl Prosecco extra dry
  • Top acqua tonica
  • Scorza d’arancio e rametto di menta fresca

Build sul ghiaccio. Versare prima l’Amaro Mentha, poi il Prosecco, completare con la tonica. Scorza espressa e menta come garnish. Un aperitivo con radici storiche vere — quello che Monica Buzio definisce il modo torinese di bere l’amaro del bisnonno.

Belle Époque Highball
Tumbler alto · Ghiaccio a colonna
  • 4 cl Fieramosca
  • Top Alta Langa Brut (o Prosecco Extra Brut)
  • 1 barspoon sciroppo di bergamotto
  • Scorza di limone espressa

Build delicato: ghiaccio, Fieramosca, sciroppo di bergamotto, completare con l’Alta Langa freddo. Scorza di limone espressa sul bordo. Il bergamotto amplifica la nota già presente nel liquore, il vino spumante piemontese porta il servizio nella sua dimensione storica più autentica — esattamente il raffinato spritz che la scheda prodotto suggerisce.

Madama Sour
Coupette · Dry shake, poi ghiaccio
  • 4 cl Anna Carla
  • 2 cl succo di limone fresco
  • 1 cl sciroppo di cannella
  • 3 cl aquafaba (o albume)
  • 1 dash bitter all’arancio
  • Scorza d’arancio espressa · ciliegia al maraschino

Dry shake energico per montare l’aquafaba, poi doppio shake con ghiaccio. Servire senza ghiaccio in coupette. Scorza d’arancio espressa sulla schiuma, ciliegia come garnish. Lo sciroppo di cannella amplifica la nota speziata già presente in Anna Carla; il limone taglia la dolcezza della ciliegia. Un Sour che racconta tutto il profilo aromatico del liquore senza coprirlo.

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Perché questa storia appartiene anche al bar

Nel mercato attuale degli spirits artigianali, dove la parola «artigianale» è inflazionata fino all’irriconoscibilità, la storia di Monica Buzio e del quadernetto di Luigi Fassio è una delle poche davvero verificabili: c’è un taccuino fisico, una data precisa (1911), una famiglia identificabile, un percorso documentato dalla carta alla bottiglia.

Per il bartender che cerca non solo un prodotto da versare ma una narrativa da servire — qualcosa che trasformi un semplice digestivo in una conversazione — i liquori della linea Fassio offrono esattamente questo. Tre bottiglie, tre caratteri, una sola storia. Abbastanza per costruire un’intera esperienza al banco.

La liquoristica italiana ha una capacità straordinaria di custodire memoria. Monica Buzio ha semplicemente avuto il coraggio — e la tenacia — di aprire quel cassetto.

Contatti: Per inserire la linea Fassio nel proprio locale, Monica Buzio gestisce direttamente la distribuzione. Nessun intermediario, nessun catalogo: solo una telefonata e una bottiglia da assaggiare. Un approccio raro, in un mercato che ha dimenticato come si costruisce la fiducia un bicchiere alla volta.

Per approfondire il panorama della liquoristica artigianale italiana, il riferimento editoriale più solido rimane il Grande Libro dell’Amaro Italiano di Matteo Zed — censimento imprescindibile per orientarsi tra centinaia di etichette di qualità diseguale.

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